Giugno
1990, esame di maturità: alla domanda finale della commissaria esterna
"cosa farà adesso?" Emanuele ammutolisce “come un imbecille illuminato
dal sole.” Quel che vuole, in effetti, lo sa benissimo: “L'inno
nazionale mentre sono sul podio, i giornalisti che mi aspettano
all'aeroporto, le ragazzine che si strappano i capelli al mio passaggio…
Avevo vent'anni e una ruga verticale fra gli occhi. Avevo vent'anni e
una vita davanti, come si dice. Del resto avevo vent'anni, e non capivo
un granché. Che poi a dir la verità non avevo ancora ventʼanni:
mancavano otto mesi…”
Ecco finalmente il romanzo di formazione che si fa leggere dʼun fiato, lontano dai microautobiografismi
di tanti esordienti. La presa diretta con la vita, nella scrittura di
Emanuele Pettener così ricca di energia e di incanto, ci conduce pagina
per pagina a spiare come nasce oggi
una vera vocazione letteraria, correndo verso lʼinaspettato finale.
Il romanzo di Emanuele Pettener è unʼopera prima.